Cenetta a due

Giugno 12, 2008

“Amore, non ti preoccupare, vado io a prendere Pietro stasera, tu va’ pure a giocare a calcio”

“Amore, gia’ che ci sei, vai tu a prendere Pietro, portatelo al campo e io lo prelevo li’ tre secondi prima del fischio di inizio, ok?”

Stasera ho fatto, come al solito, un po’ tardi al lavoro. Era un’emergenza: una di quelle che succedono quattro volte alla settimana da poco piu’ di un anno a questa parte. Fortunatamente ho un marito disponibile, e un figlio ancora disposto a chiamarmi mamma.
Dopo lo scambio dell’ostaggio pero’, mi sono rifatta: ho portato il pargolo in pizzeria. Ha dato il meglio di se’, con “bonjour”, “merci”, ” che buona la pizza” ed altri gentili e misurati scambi con proprietario, pizzaiolo, cameriera, altri avventori.
Ha mangiato la pizza e bevuto succo d’arancia senza sporcarsi la maglietta nuova di pacca.
Peccato che abbia rovinato il tutto cercando di ordinare un gelato alla cacca…


Ricatti

Giugno 12, 2008

Supermercato, ore 19:00.

“Driing”…azz, proprio adesso che Pietro si sta lanciando giu’ dal carrello, facendo leva sulla spesa per arrampicarsi fuori dalle sbarre…
“Hi Paola, I can hear you’re not in the office anymore” (che humor inglese il mio grande capo, eh?) “could you please give me brief update on today activities?”
Inizio il mio racconto, sempre piu’ a mio agio mentre Pietro alza la voce. Gli sibilo di stare zitto.
“Mamma ma poi posso saltare un po’ nel tuo letto?”.
“…then the compressors…”
“MAMMMAAAA, MA POI POSSO SALTARE UN PO” NEL TUO LETTO?????”
“shhhh, quello che vuoi ma ora taci. In addition, we forgot…”

Casa, ore 21.15
“Papa’, ma desso vado nel vostro letto vero?”
“Mah, non so, bisognera’ chiedere alla mamma…”
“Ma la mamma me lo ha promesso gia’, VERO MAMMA?”

Nemmeno tre anni: piccoli ricattatori crescono