Siamo fuori dal tunnel…

Mag 13, 2008

Partenza ieri sera ore 8 da Milano: isoradio annuncia 3 ore di attesa al tunnel del Monte Bianco.
Dopo la pausa cena a Viverone, ore 21.45, Isoradio non si sente piu’. Telefono alla mia mamma che si collega sul sito del Tunnel: ultimo aggiornamento ore 18.30, 2 ore e mezza di attesa. Mi comunica i due numeri per le informazioni al telefono, uno italiano ed uno francese. Rispondono entrambi con musichette carine ed un menu’ che propone, dopo aver scelto la propria lingua, di selezionare fra “Informazioni tariffarie”, “inforamzioni sulle regole di sicurezza”, “parlare con un operatore”.
L’operatore pero’ non risponde, ed e’ solo grazie al “trucco della val ferret” che scampiamo la prima ora di coda, siamo fuori dal tunnel in 45 minuti!

Anni fa almeno al numero francese la segreteria, aggiornata ogni mezz’ora circa, dava prima di tutto informazioni sullo stato del traffico….ma questo e’ il progresso!

Annunci

Scorte italiane

Mag 13, 2008

Non so se capita a tutti gli emigrati, sicuramente succede a noi in modo piu’ o meno regolare ogni volta che si torna in Italia: la nostalgia da cibi autoctoni e’ tanta da far riempire carrelli interi nei supermercati della zona, qualunque essa sia, purche’ su territorio italiano.
Anche questo fine settimana non siamo sfuggiti all’abitudine. Un’analisi dettagliata degli acquisti:

  • Focaccine
  • Grana padano
  • pomodorini maturi
  • vini vari (pigato, vermentino di sardegna, un paio di siciliani, niente piemontesi che li compro dallo zio)
  • formaggi di ogni sorta (gorgonzola, panerone, crescenza, robiola, scamoza, provola)
  • pasta De Cecco, Voiello e Agnesi in formati fantasiosi
  • porcini secchi
  • capperi di Pantelleria sotto sale

e molto altro ancora sul fronte mangereccio. Fino a qui nulla di strano: sono prodotti tipici che a Ginevra e dintorni o non si trovano o costano, come si dice da queste parti “la peau des fesses”.
Una nota di vergogna a parlare del resto del carrello: deodoranti “Borotalco”, shampoo e assorbenti. E non sono la prima ad avere “nostalgia” dei prodotti italiani per l’igiene, perche’ so che tante amiche fanno lo stesso!

P.S. I prodotti che compero in Italia sono della Lines; gli unici che “posso” usare in Francia e Svizzera (ma che non sono all’altezza), si chiamano “Always” o “Alldays”.
Scopro che gli ultimi due sono prodotti P&G, e che Lines e’ stata in parte comperata da P&G nel 1992. Dico, ma da allora ad oggi, a nessuno e’ venuto in mente di applicare la stessa “tecnologia” anche agli altri prodotti, visto che i Lines sono decisamente i migliori?