Senza parole

settembre 15, 2008

ma qualche lacrima…

L’ho appena letto, non trovo parole per commentare.
Penso solo che in un mondo cosi’ forse c’e’ tanto lavoro da fare sull’educazione “civica” delle persone, e che forse questo lavoro dovrebbe non essere trascurato.

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Nostalgia canaglia

giugno 24, 2008

Da quando e’ nato Pietro (quasi tre anni fa), ho dormito lontano da lui ben tre volte (due viaggi di lavoro e un w.e. col marito).
Da ieri mattina ho lasciato sia lui che il suo papa’ a casa dei nonni.
Da un mese “pregustavo” questo momento e mi sognavo le innumerevoli cose che avrei potuto fare, libera dai mille impegni famigliari.
Da ieri mattina sono qui che sembro una in crisi di astinenza e telefono tre volte al giorno fra una riunione e l’altra per sentire come sta.
La piccola peste sta benissimo, nessuna nostalgia, quella in crisi e’ chiaro che sono io. Ma gli ormoni da mamma a che eta’ del bimbo smettono di funzionare? Prima o dopo il liceo????


Cenetta a due

giugno 12, 2008

“Amore, non ti preoccupare, vado io a prendere Pietro stasera, tu va’ pure a giocare a calcio”

“Amore, gia’ che ci sei, vai tu a prendere Pietro, portatelo al campo e io lo prelevo li’ tre secondi prima del fischio di inizio, ok?”

Stasera ho fatto, come al solito, un po’ tardi al lavoro. Era un’emergenza: una di quelle che succedono quattro volte alla settimana da poco piu’ di un anno a questa parte. Fortunatamente ho un marito disponibile, e un figlio ancora disposto a chiamarmi mamma.
Dopo lo scambio dell’ostaggio pero’, mi sono rifatta: ho portato il pargolo in pizzeria. Ha dato il meglio di se’, con “bonjour”, “merci”, ” che buona la pizza” ed altri gentili e misurati scambi con proprietario, pizzaiolo, cameriera, altri avventori.
Ha mangiato la pizza e bevuto succo d’arancia senza sporcarsi la maglietta nuova di pacca.
Peccato che abbia rovinato il tutto cercando di ordinare un gelato alla cacca…


Ricatti

giugno 12, 2008

Supermercato, ore 19:00.

“Driing”…azz, proprio adesso che Pietro si sta lanciando giu’ dal carrello, facendo leva sulla spesa per arrampicarsi fuori dalle sbarre…
“Hi Paola, I can hear you’re not in the office anymore” (che humor inglese il mio grande capo, eh?) “could you please give me brief update on today activities?”
Inizio il mio racconto, sempre piu’ a mio agio mentre Pietro alza la voce. Gli sibilo di stare zitto.
“Mamma ma poi posso saltare un po’ nel tuo letto?”.
“…then the compressors…”
“MAMMMAAAA, MA POI POSSO SALTARE UN PO” NEL TUO LETTO?????”
“shhhh, quello che vuoi ma ora taci. In addition, we forgot…”

Casa, ore 21.15
“Papa’, ma desso vado nel vostro letto vero?”
“Mah, non so, bisognera’ chiedere alla mamma…”
“Ma la mamma me lo ha promesso gia’, VERO MAMMA?”

Nemmeno tre anni: piccoli ricattatori crescono


Mamma degenere

Mag 29, 2008

Prima riunione 8.30, seconda riunione 10.00, pranzo di lavoro, tutto il pomeriggio al telefono, poi recupero la biancheria stirata, poi vado a prendere Pietro.

Lo faccio salire in auto, allaccio le cinture del seggiolino, mi ruba le chiavi, le lancia sul sedile davanti, chiudo la sua portiera e mi avvio verso la parte avanti dell’auto, per recuperare le chiavi. CLACK.

Qualcuno di piccolo e innocente ha premuto “LOCK” mentre lanciava le chiavi. E ora e’ legato al seggiolino, con l’auto chiusa, le chiavi (e il telefono, le chiavi di casa, etc) sul sedile passeggero. Anche la portiera accanto al suo seggiolino e’ chiusa e con la protezione “bambino”.

La mia auto e’ anche cosi’ furba che mette in guardia ogni ladro cominciando a suonare se intuisce movimenti interni quando e’ chiusa a chiave. UAOOOOOO (intervalli di qualche minuto seguiti da un minuto di pausa).

Attimo di panico: corro in casa della nounou, telefono a Roberto. Un quarto d’ora a intrattenere Pietro facendo balletti davanti al finestrino mentre il suo papa’ arriva con il doppione delle chiavi. Grazie al cielo le distanze sono brevi e niente traffico: benedico il giorno in cui ci siamo trasferiti in campagna.
Il giovane teppista e’ piuttosto tranquillo, ma si innervosisce se gli chiedo di provare a togliersi la cintura.

CLACK. Roberto e’ arrivato dietro di me e ci ha aperto. Segue “cazziatone” da parte del marito.
Mi cala la tensione ora, due ore dopo.

Forse sono troppo stanca, forse sto cercando di fare troppe cose allo stesso tempo….

 


Palla dieci

Mag 6, 2008

Approfittando delle belle giornate dello scorso fine settimana ho passato parecchio tempo in giardino a giocare con Pietro. Contenta come una bambina, ho voluto insegnargli a giocare a “Palla dieci”.
Dalle mie parti, si chiamava cosi’ quel gioco fatto con la palla da lanciare contro il muro in serie sempre piu’ brevi (da 10 a 1) ma con difficolta’ crescenti.

Ad esempio:
lanciare la palla dieci volte (contando ad alta voce) contro il muro e riprenderla senza farla rimbalzare
nove volte facendola rimbalzare una volta per terra
otto volte battendo le mani mentre la palla e’ in aria
e cosi’ via…

Siccome ormai sono passati 25 anni dall’ultima volta che ci ho giocato, non mi ricordavo tutti i “gradi di difficolta’”. Ho pensato quindi di rivolgermi a Google per avere lumi.

Bene, digitando “giochi cortile palla”, fra le 10 prime risposte ho trovato questo. A me pare poco sano, e non ho voglia che per Pietro i giochi da cortile siano questi, quindi apro oggi la campagna educativa “pro ginocchia sbucciate”, che Nintendo non potra’ credo simulare…

p.s. chiunque avesse idea delle varie “mosse” di Palla Dieci e’ invitato a fermele sapere (altrimenti mi tocchera’ inventarmele :-))


Asilo nido? No grazie!

aprile 1, 2008

Quando Pietro aveva circa un mese ho iniziato a cercare qualcuno che se ne potesse prendere cura quando fossi dovuta tornare al lavoro (tre mesi dopo).

Asilo nido? Viviamo in campagna, zona di piccoli paesi e tanti bimbi: inevitabilmente, i posti nei tre asili nido della regione sono già presi.

Pare pero’ che in Francia la soluzione piu’ comune sia quella di rivolgeri ad un’ “assistante maternelle” o “nounou”.

Si tratta di una specie di nido casalingo: una signora puo’ chiedere un “agrement” (una licenza) allo stato per accogliere dei bimbi a casa sua, eventualmente insieme ai propri (e’ un mestiere molto comune fra le mamme che scelgono di interrompere altre attivita’ per poter seguire i propri bimbi piccoli).

Prima di ricevere la licenza c’e’ l’obbligo di seguire alcuni brevi corsi di formazione e di accogliere per varie ispezioni casalinghe un’assistente sociale, che valuta l’ambiente in cui i bimbi saranno ospitati, gli spazi, l’organizzazione e pulizia…

Una volta ottenuta la licenza, si viene inseriti nella lista comunale delle “nounou agrees”, a cui le mamme come me si rivolgono per la loro ricerca.

Beh, non é stato facile trovare la persona “giusta” che avesse anche disponibilità, ma ce l’ho fatta. Una volta trovato un accordo, mi sono fatta aiutare dal “Relais assistantes maternelles” per scrivere il contratto con la nostra tata ed iscrivermi ai vari servizi statali correlati. Cosi’ ho scoperto anche che io avrei dovuto pagare alla nounou solo lo stipendio netto, che lo stato francese avrebbe aggiunto di sua tasca i contributi e in piu’ mi avrebbe rimborsato parte delle mie spese…

Pare incredibile, ma funziona! Credo che a livello finanziario per lo stato sia vantaggioso rispetto al moltiplicare gli asili nido: niente spese per le strutture, costi reali per il personale e basta!

Chissa’ che anche in Italia si possa riuscire ad organizzare un giorno qualcosa di simile?