In Svizzera si dice bottiglia…

gennaio 14, 2009

…da voi come si dice?

Ma che carino questo asilo super pulitino, con tante maestre, con programmi psico-pedagogici all’ultimo grido.
Peccato che stamattina la maestra di Pietro, quella un po’ precisetta, che ha sempre da rimproverarmi perche’ Pietro soffre di qualcosa (ma lo ha guardato in faccia??), ci ha messo 20 minuti a spiegarmi che, oltre alla raccolta di tappi di plastica, adesso avrebbero bisogno anche di raccogliere altre cose.

“Sa, quelle cose di plastica piccole attaccate ai tappi, ma non quelle grandi, quelle piccole, che magari si usano per l’acqua, non per il latte…in Svizzera si chiamano bottigliette da mezzo litro…non so come si chiamano in Francia”
…che poi anche se lo sapesse a quel punto magari non lo capirei io!

Annunci

Commedia in un solo atto: “Siamo tutti Europei”

aprile 28, 2008

CERN, ingresso principale

Interpreti:
A: elettricista francese, impiegato di una ditta svizzera
B: montatore di impalcature svizzero
C: giovane apprendista francese
D: la sottoscritta, italiana

Scena:
ascensore del P5, pozzo di CMS, ore 10.30 del 28 Aprile 2008

A: “Buongiorno, come sta?”
D: “Bene, grazie, e lei?”
A: “Mah, come un lunedi’, ma per fortuna che questa e’ una settimana corta”
C: “La settimana prossima per i francesi e’ ancora piu’ corta, coll’8 Maggio e l’Ascensione”
D: “Ah, e’ festa anche l’8?  Per cosa?”
A: “La firma dell’armistizio…ma io lavoro lo stesso, gli Svizzeri non festeggiano”
C: “Si’, la guerra loro non l’hanno fatta. Cosi’ non possono festeggiare l’armistizio, e non fanno festa nemmeno il 14 Luglio ed il 15 Agosto!”
B: “Pero’ noi abbiamo il Jeune Genevois, e poi durante la guerra abbiamo fatto anche noi la nostra parte…”
A: “Si’, vi siete preoccupati di raccogliere i soldi che circolavano e di metterveli al sicuro in tasca”

Ho evitato di spiegare cosa si festeggia il 25 Aprile in Italia…


Voto agli emigrati?

aprile 15, 2008

Saro’ naif, o forse ingenua, ma io un pochino ci speravo.
Invece il PD ha subito una sconfitta clamorosa e, cio’ che e’ peggio, a vantaggio di “nani e ballerine”.

A pranzo con altri emigrati, riflessioni e proposte di sopravvivenza:
1) richiesta di passaporto francese: se destra deve essere, che vera destra sia!
2) calcolo statistico sulle aspettative di vita del maschio italiano: alla peggio ancora due o tre legislazioni….
3) tappamento di naso e avanti in apnea fino al 2013

Poi, per non ricadere nello stesso errore la prossima volta, una proposta concreta.
Tante volte ho sentito, negli ultimi anni, le polemiche sul diritto di voto per gli italiani residenti all’estero: non conoscono la realta’ italiana, non parlano la lingua (?), non pagano le tasse, quindi perche’ devono potersi esprimere?
Bene, sono d’accordo, sono pronta a rinunciare al voto fino all’ultimo giorno in cui abitero’ all’estero.
A patto che la stessa penale si applichi a TUTTI quelli che non pagano le tasse, residenti esteri o meno…

Mandero’ le mie proposte a MACHESFIGACHESILVIOC’E’. Vediamo cosa ne pensa?

——————

Magra consolazione: in Europa e ancor di piu’ in Francia, di gente che la pensa come me pare ce ne sia parecchia.


Ho sbagliato a votare?

aprile 13, 2008

Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?

Ecco, questo giochino me lo hanno mandato venerdi’.
E io ho votato la settimana scorsa. Pensavo francamente di essermi ben preparata, e adesso scopro di aver fatto le crocette “sbagliate”, almeno secondo questo test.

Vorrei capire su quali di queste domande le mie risposte sono cosi’ distanti da quelle del PD, che ho votato sia alla camera che al senato. Nel frattempo (stasera siamo attaccati al PC per i primi exit-poll), mi permetto due considerazioni su queste differenze.

Apparentemente dovrei votare Boselli. Non mi sconvolge, e lui mi pare una persona degna. Il problema sono la maggior parte dei suoi compagni di merenda.

Il PD: sono stata perplessa, dubbiosa, per molto. Poi alla camera nelle liste estere ho trovato due persone (due donne, B & S), che mi sono piaciute. Diciamo che mi riconosco in parte sia nel percorso formativo/lavorativo/di emigrante dell’una sia in quello dell’altra, e siccome sono modesta e penso che personalmente potrei fare proprio un gran bene in parlamento, beh, ecco perche’ le ho votate.

E poi questa campagna elettorale non mi e’ dispiaciuta, il pullmann e gli incontri con la gente (fa molto “comunita’”, molto “mi interessa cosa ne pensi”).

Domani sera riunione a casa nostra: siamo 4 coppie italiane, ognuno porta qualcosa, io scongelo una teglia di lasagna preparate settimane fa, poi ci si siede, si fanno pronostici, si attende speranzosi, clima da finale dei mondiali: soltanto la posta in gioco e’ un po’ piu’ importante degli sfotto’ dei francesi in caso di rigori sbagliati…

 


Asilo nido? No grazie!

aprile 1, 2008

Quando Pietro aveva circa un mese ho iniziato a cercare qualcuno che se ne potesse prendere cura quando fossi dovuta tornare al lavoro (tre mesi dopo).

Asilo nido? Viviamo in campagna, zona di piccoli paesi e tanti bimbi: inevitabilmente, i posti nei tre asili nido della regione sono già presi.

Pare pero’ che in Francia la soluzione piu’ comune sia quella di rivolgeri ad un’ “assistante maternelle” o “nounou”.

Si tratta di una specie di nido casalingo: una signora puo’ chiedere un “agrement” (una licenza) allo stato per accogliere dei bimbi a casa sua, eventualmente insieme ai propri (e’ un mestiere molto comune fra le mamme che scelgono di interrompere altre attivita’ per poter seguire i propri bimbi piccoli).

Prima di ricevere la licenza c’e’ l’obbligo di seguire alcuni brevi corsi di formazione e di accogliere per varie ispezioni casalinghe un’assistente sociale, che valuta l’ambiente in cui i bimbi saranno ospitati, gli spazi, l’organizzazione e pulizia…

Una volta ottenuta la licenza, si viene inseriti nella lista comunale delle “nounou agrees”, a cui le mamme come me si rivolgono per la loro ricerca.

Beh, non é stato facile trovare la persona “giusta” che avesse anche disponibilità, ma ce l’ho fatta. Una volta trovato un accordo, mi sono fatta aiutare dal “Relais assistantes maternelles” per scrivere il contratto con la nostra tata ed iscrivermi ai vari servizi statali correlati. Cosi’ ho scoperto anche che io avrei dovuto pagare alla nounou solo lo stipendio netto, che lo stato francese avrebbe aggiunto di sua tasca i contributi e in piu’ mi avrebbe rimborsato parte delle mie spese…

Pare incredibile, ma funziona! Credo che a livello finanziario per lo stato sia vantaggioso rispetto al moltiplicare gli asili nido: niente spese per le strutture, costi reali per il personale e basta!

Chissa’ che anche in Italia si possa riuscire ad organizzare un giorno qualcosa di simile?


Voto in scatola (gialla)

marzo 31, 2008

bal.jpg 

Sono finalmente arrivate: le schede elettorali e le loro buste.

Adesso bisogna sbrigarsi, il tutto deve tornare a Lione entro il 10 Aprile.

Per fortuna che in Francia la posta funziona abbastanza bene (digressione….quando la banca ci ha concesso il mutuo per la casa….beh, ci ha mandato un assegno via posta…ve lo immaginate in Italia???).

Io pero’ un po’ di timore ce l’ho sempre…faccio una raccomandata?


Educazione

marzo 25, 2008

Adesso vivamo in Francia, ma il lavoro e’ in Svizzera, le famiglie in Italia.

L’anno prossimo mio figlio andra’ alla scuola materna. Scelta facile: c’e’ un asilo aziendale dove sia mio marito che io lavoriamo, e’ carino, moderno, orari abbastanza comodi, insomma, poche ragioni per non utilizzarlo. Eppure alcuni colleghi fanno scelte diverse.

Tralascio i miei commenti su coloro che si rovolgono altrove per garantire frequentazioni altolocate ai proprio pargoli: spero di non essere MAI portata a considerare l’opzione.

Cerco invece di riflettere sulla scelta di altri, motivata dal garantire un’adeguata preparazione pre-scolastica, tale che i bimbi non possano poi trovarsi in difficolta’ alle elementari, soprattutto se saranno iscritti ad una scuola francese.

L’istinto mi fa accapponare la pelle: preparazione e difficolta’ non sono parole che lego volentieri all’immagine di un bimbo di 6 anni, quantomento non ad un bimbo “normodotato”.

La mia mamma, maestra non ha mai apprezzato i bimbi “saputelli” che arrivavano in prima elementare gia’ sapendo leggere, scrivere e magari contare. Mi dice che rendevano piu’ difficile il lavoro della classe, si annoiavano piu’ facilmente, rimanevano bloccati dagli schemi logici e di apprendimento precedenti, non sempre in linea con quelli usati a scuola. Mi sembrano considerazioni condivisibili.

Non so se in Italia le cose siano cambiate, da allora, ma in Francia esistono PROGRAMMI di lavoro per le scuole materne che prevedono un certo numero di vocaboli da apprendere, un certo numero di parole da saper scrivere, e via di seguito (sono alla ricerca dei programmi ufficiali pubblicati dal ministero, non appena li avro’ trovati mettero’ un link).

Che fare? Assecondare questa visione, cercare di insegnare lettura, scrittura e conti a bimbi cosi’ piccoli? Forse sono naif, ma penso che i bambini abbiano bisogno di tempo per giocare, per imparare a stare con gli altri, per curiosare quante piu’ attivita’ siano possibili, per poter poi scegliere la loro strada.

Credo che non saro’ mai abbastanza grata ai miei genitori per avermi fatto provare un sacco di sport, per avermi messo di fronte libri di ogni genere, fatto viaggiare e soprattutto impedito di diventare una “fanatica” di qualunque cosa, ma sempre e solo un’appassionata, che fosse dello sport o delle attivita’ scolastiche e non.

Questo vorrei poter fare con il mio bimbo: dargli delle opportunita’, condite dalla liberta’ di poterle scegliere.

***********

Rileggendo qui sopra….mi scopro sempre piu’ legata ad un passato scout e all’essere stata capo in Agesci. Ecco un estratto dal Patto Associativo, che meglio delle mie parole spiega quello che vorrei insegnare a Pietro:

“La nostra azione educativa cerca di rendere liberi, nel pensare e nell’agire, da quei
modelli culturali, economici e politici che condizionano ed opprimono, da ogni
accettazione passiva di proposte e di ideologie e da ogni ostacolo che all’interno
della persona ne impedisca la crescita.”