Scorte italiane

maggio 13, 2008

Non so se capita a tutti gli emigrati, sicuramente succede a noi in modo piu’ o meno regolare ogni volta che si torna in Italia: la nostalgia da cibi autoctoni e’ tanta da far riempire carrelli interi nei supermercati della zona, qualunque essa sia, purche’ su territorio italiano.
Anche questo fine settimana non siamo sfuggiti all’abitudine. Un’analisi dettagliata degli acquisti:

  • Focaccine
  • Grana padano
  • pomodorini maturi
  • vini vari (pigato, vermentino di sardegna, un paio di siciliani, niente piemontesi che li compro dallo zio)
  • formaggi di ogni sorta (gorgonzola, panerone, crescenza, robiola, scamoza, provola)
  • pasta De Cecco, Voiello e Agnesi in formati fantasiosi
  • porcini secchi
  • capperi di Pantelleria sotto sale

e molto altro ancora sul fronte mangereccio. Fino a qui nulla di strano: sono prodotti tipici che a Ginevra e dintorni o non si trovano o costano, come si dice da queste parti “la peau des fesses”.
Una nota di vergogna a parlare del resto del carrello: deodoranti “Borotalco”, shampoo e assorbenti. E non sono la prima ad avere “nostalgia” dei prodotti italiani per l’igiene, perche’ so che tante amiche fanno lo stesso!

P.S. I prodotti che compero in Italia sono della Lines; gli unici che “posso” usare in Francia e Svizzera (ma che non sono all’altezza), si chiamano “Always” o “Alldays”.
Scopro che gli ultimi due sono prodotti P&G, e che Lines e’ stata in parte comperata da P&G nel 1992. Dico, ma da allora ad oggi, a nessuno e’ venuto in mente di applicare la stessa “tecnologia” anche agli altri prodotti, visto che i Lines sono decisamente i migliori?